In breve
Il rogito è l’atto di vendita firmato davanti al notaio, ed è il momento in cui la proprietà dell’immobile passa all’acquirente. Secondo il Codice civile, un contratto che trasferisce un immobile deve essere fatto per iscritto (atto pubblico o scrittura privata) a pena di nullità (art. 1350). Alla firma il notaio legge ad alta voce l’intero atto, le parti firmano in sua presenza, e poi il notaio lo registra, paga le imposte e lo deposita nei pubblici registri.
Perché l’atto conta
Fino al rogito, il contratto preliminare obbliga solo le parti a firmare (vedi la guida al compromesso). È l’atto definitivo che trasferisce la proprietà. Ed è anche quello che viene reso pubblico: l’articolo 2643 elenca i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili tra gli atti da rendere pubblici con la trascrizione, e l’articolo 2657 stabilisce che la trascrizione si può fare solo in forza di sentenza, di atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata. Le sentenze straniere e gli atti formati all’estero devono essere legalizzati.
Cosa portare
La lista di controllo del Notariato per un acquirente persona fisica comprende: un documento d’identità, il codice fiscale, l’estratto dell’atto di matrimonio o il certificato di stato libero o l’unione civile registrata, l’eventuale convenzione matrimoniale e, per i cittadini extra UE, il permesso di soggiorno e il visto d’ingresso. Chiede anche la prova dei pagamenti già fatti, i dati dell’agente con la provvigione concordata e la prova del suo pagamento, una copia del contratto preliminare e i dati della banca che concede il mutuo, se ne chiedi uno. Se chiedi l’agevolazione prima casa, possono servire copie dell’atto della casa precedente per ottenere un credito d’imposta. Un acquirente società deve portare il documento del rappresentante, la ragione sociale, la sede e il codice fiscale.
Tra i documenti a carico del venditore la stessa lista indica l’atto di provenienza, le planimetrie catastali, i titoli edilizi, il certificato di agibilità o la prova della sua richiesta, l’attestato di prestazione energetica (APE), il regolamento di condominio e una dichiarazione dell’amministratore sulle spese pagate.
Le dichiarazioni dentro l’atto
L’Agenzia delle Entrate elenca le dichiarazioni da inserire nell’atto oltre alle condizioni della vendita:
- le modalità di pagamento del prezzo in modo analitico (assegno, bonifico e così via);
- se è intervenuto un agente e, in caso affermativo, l’identità e i dati di iscrizione dell’agente (codice fiscale, partita IVA, iscrizione al REA della Camera di Commercio) e la provvigione pagata con le modalità di pagamento; dichiarazioni omesse, incomplete o false comportano una sanzione da 500 € a 10.000 €, oltre alla responsabilità penale per le dichiarazioni false;
- la richiesta dell’acquirente di applicare il sistema del prezzo-valore, se ne ha diritto, e le condizioni prima casa, che vanno dichiarate nell’atto;
- una dichiarazione di conformità catastale: l’atto deve contenere, a pena di nullità, i dati catastali e il riferimento alle planimetrie depositate in catasto, e gli intestatari devono dichiarare che lo stato di fatto è conforme a quei dati e a quelle planimetrie (al loro posto un tecnico può rilasciare un’attestazione). Il notaio deve individuare gli intestatari catastali e verificarne la corrispondenza con i registri immobiliari.
Approfondisci il punto catastale con la guida alla visura catastale e quello urbanistico con la conformità urbanistica.
La firma
Il Notariato descrive le regole formali: il notaio deve leggere l’intero contenuto dell’atto alle parti e agli eventuali testimoni che la legge richiede in alcuni casi (per esempio quando una parte non sa firmare o ha una disabilità sensoriale); l’atto, una volta letto e approvato, è firmato dalle parti e dai testimoni davanti al notaio e poi dal notaio. Ciò che il notaio attesta fa piena prova a tutti gli effetti, anche in giudizio, salvo che si dimostri il reato di falso in atto pubblico. L’articolo 47 della legge notarile aggiunge che il notaio può ricevere l’atto solo in presenza delle parti e deve indagarne la volontà.
Se non parli bene l’italiano, organizzati per tempo: le fonti consultate non descrivono un obbligo di interprete, quindi chiedi prima allo studio del notaio come viene gestita una parte che parla un’altra lingua.
Pagare il prezzo: il deposito facoltativo presso il notaio
Dal 29 agosto 2017 ciascuna delle parti (di solito l’acquirente) può chiedere al notaio di trattenere il saldo del prezzo finché l’atto non è stato trascritto nei registri. Il Notariato spiega che le somme sono versate su un conto dedicato intestato al notaio, separato dal suo patrimonio e non pignorabile dai creditori del venditore. È facoltativo, e il Notariato suggerisce di indicarlo già nel preliminare, così il venditore può prepararsi. Si può usare anche per trattenere il prezzo fino alla cancellazione di un’ipoteca, fino a quando un diritto di prelazione non può più essere esercitato, fino al deposito della segnalazione di agibilità, fino alla liberazione dell’immobile, o per coprire debiti del venditore come spese condominiali non pagate.
Consegna delle chiavi e spese condominiali
Di solito la consegna avviene al rogito; le parti possono concordare una consegna anticipata (il venditore resta proprietario e responsabile) o posticipata con una penale. Il Notariato consiglia di chiedere all’amministratore di condominio una dichiarazione che il venditore ha pagato tutte le spese. L’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile stabilisce che chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato in solido con lui al pagamento dei contributi dell’anno in corso e di quello precedente, e il venditore resta obbligato finché non trasmette all’amministratore copia autentica del titolo che ha trasferito il diritto.
Dopo la firma
Il Notariato spiega che il notaio deve, in tempi brevi, registrare l’atto presso l’Agenzia delle Entrate e pagare le imposte per conto del cliente, trascrivere l’atto nei pubblici registri ed eseguire la voltura catastale. L’Agenzia delle Entrate conferma che le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono pagate dal notaio al momento della registrazione. Nei territori in cui vige il sistema tavolare, i registri sono diversi dal resto d’Italia; chiedi al notaio quale procedura si applica.
Quanto costa
Imposte su un acquisto da un privato: imposta di registro del 9%, oppure del 2% con l’agevolazione prima casa, minimo 1.000 €, più 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di imposta catastale. Su una vendita soggetta a IVA da parte di un costruttore: IVA al 10% (4% con prima casa, 22% per A/1, A/8, A/9), più 200 € per ciascuna delle altre tre imposte. Sono imposte nazionali. Calcolo, non un preventivo: su una casa usata da 180.000 € comprata come prima casa, imposta di registro = 2% = 3.600 €. Il compenso del notaio si concorda per iscritto; nessuna legge lo fissa (vedi il ruolo del notaio). Il Notariato precisa che lo paga l’acquirente, salvo diverso accordo con il venditore.
Quali professionisti consultare
Il notaio è obbligatorio. Un agente immobiliare coordina date e documenti; un mediatore creditizio può far coincidere la firma del mutuo con il rogito.
Domande frequenti
Devono essere presenti entrambe le parti?
La legge notarile richiede che l’atto sia ricevuto in presenza delle parti; il caso di un rappresentante con procura è un’altra questione e non è trattato qui.
Chi paga le imposte al rogito?
L’acquirente, tramite il notaio, che le versa all’Agenzia delle Entrate al momento della registrazione.
Il notaio può trattenere il prezzo finché i registri non sono aggiornati?
Sì, se una delle parti lo chiede, dal 29 agosto 2017; è facoltativo.
Quando ricevo le chiavi?
Di solito al rogito, salvo che le parti abbiano concordato una consegna anticipata o posticipata.
Quello che il notaio attesta nell’atto ha valore legale?
Ciò che il notaio attesta nell’atto fa piena prova, salvo che si dimostri il falso in atto pubblico.
Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.
Altre guide: comprare
- Caparra confirmatoria: come funziona quando compri casa
- Case a 1 euro in Italia: cosa comportano davvero i progetti
- Comprare casa all'asta in Italia
- Comprare casa in Italia: la procedura passo dopo passo
- Comprare un rustico da ristrutturare
- Compromesso: il contratto preliminare di compravendita
- Conformità urbanistica: cosa verificare quando compri casa
- Il ruolo del notaio nell'acquisto di una casa
- L'attestato di prestazione energetica (APE) quando vendi casa
- La proposta di acquisto: come fare un'offerta per una casa
- Le verifiche prima di comprare casa: cosa controllare
- Rendita catastale e valore catastale: come funzionano
- Visura catastale e ispezione ipotecaria: come fare
Fonti
- Consiglio Nazionale del Notariato, Atto pubblico di vendita o rogito (consultata il 19 ottobre 2026)
- Consiglio Nazionale del Notariato, Il deposito del prezzo (consultata il 19 ottobre 2026)
- Consiglio Nazionale del Notariato, Dopo il rogito (consultata il 19 ottobre 2026)
- Consiglio Nazionale del Notariato, Lista di controllo per la compravendita immobiliare (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, L'acquisto della casa: le imposte (consultata il 19 ottobre 2026)
- Codice civile, artt. 1350, 2643, 2657 (Normattiva) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Legge notarile, L. 89/1913, art. 47 (Normattiva) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Disposizioni di attuazione del Codice civile, art. 63 (Normattiva) (consultata il 19 ottobre 2026)