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Case a 1 euro in Italia: cosa comportano davvero i progetti

Nessuna legge nazionale crea le case a 1 euro: ogni Comune fissa le sue regole. Cosa chiede un bando tipo, le imposte che restano e i controlli da fare.

In breve

Nelle fonti consultate non esiste una legge nazionale sulle «case a 1 euro». Queste offerte sono iniziative locali: un Comune pubblica un avviso, e le condizioni (chi può comprare, cosa devi costruire, quale garanzia devi prestare) dipendono solo da quel Comune. Il prezzo è simbolico, ma in una normale compravendita tra privati paghi comunque almeno 1.000 € di imposta di registro, più 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di imposta catastale, oltre al notaio, al rilievo tecnico e alla ristrutturazione, che è il vero costo del progetto.

Due modelli, entrambi comunali

Il progetto di Cantiano illustra il primo modello. I proprietari privati di edifici degradati comunicano al Comune di essere disposti a vendere, anche al prezzo simbolico di 1 €, e questa disponibilità deve restare valida per tre anni. Gli acquirenti, persone fisiche o società, manifestano poi il loro interesse ad acquistare e recuperare un immobile preciso. Il Comune raccoglie le manifestazioni di interesse, pubblica un avviso all’albo pretorio, approva l’assegnazione e stila una graduatoria quando più persone vogliono lo stesso edificio. La vendita vera e propria è un contratto privato tra proprietario e acquirente.

Il progetto di Zungoli illustra il secondo modello: la vendita di immobili che appartengono al Comune. Il quarto bando, aggiornato il 21 febbraio 2025, pubblica un avviso, una relazione tecnica, un modulo di dichiarazione e undici schede degli immobili. Qui l’acquirente tratta con l’ente pubblico come venditore, con i passaggi formali di una vendita pubblica.

Un terzo tipo di programma sembra simile ma non è la stessa cosa. Alcune Regioni concedono contributi a chi compra o ristruttura una casa in un piccolo borgo. Un Comune sardo, per esempio, ha pubblicato nel 2024 un bando per contributi all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa nei paesi con meno di 3.000 abitanti, in base a una legge regionale del 2022 contro lo spopolamento. Il beneficiario doveva trasferire la residenza entro 18 mesi dall’acquisto o dalla fine dei lavori, e la casa non poteva essere nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9. Quel bando si è chiuso il 5 giugno 2024: consideralo solo un esempio di come sono costruiti questi aiuti e leggi l’avviso in vigore del Comune che ti interessa.

Cosa si impegna a fare di solito l’acquirente

Le condizioni pubblicate da Cantiano danno un’idea concreta; altri Comuni avranno regole diverse. L’acquirente deve:

  • pagare tutte le spese del trasferimento (notaio, imposte, voltura catastale ed eventuale regolarizzazione edilizia) e rimborsare al venditore le imposte locali e nazionali che questi ha pagato mentre l’immobile era in offerta;
  • concludere la vendita e presentare una polizza fideiussoria di 4.000 € a favore del Comune entro due mesi dalla delibera di assegnazione;
  • depositare il progetto di ristrutturazione all’ufficio tecnico comunale entro sei mesi dal contratto di vendita;
  • iniziare i lavori entro dodici mesi dal titolo edilizio e finirli entro tre anni dall’inizio.

Queste cifre valgono per un solo Comune. Un altro può chiedere una garanzia diversa, un impegno di residenza o un termine più breve. Leggi l’avviso e i suoi allegati, non il riassunto di un blog.

Quanto costa

Il prezzo non è il costo. Se compri da un privato, o da un’impresa che vende senza IVA, l’Agenzia delle Entrate precisa che l’imposta di registro proporzionale non può essere inferiore a 1.000 €, qualunque sia il prezzo, e che le imposte ipotecaria e catastale sono di 50 € ciascuna. Con le agevolazioni prima casa l’aliquota dell’imposta di registro scende dal 9% al 2%, ma il minimo di 1.000 € resta. Le sole imposte arrivano quindi ad almeno 1.100 € (calcolo fatto sulle cifre ufficiali). L’agevolazione richiede di trasferire la residenza nel Comune entro 18 mesi, oppure di lavorarci, e la casa deve rientrare in una categoria ammessa: da A/2 ad A/7 o A/11, che comprende le abitazioni rurali A/6. Vedi le agevolazioni prima casa spiegate.

L’onorario del notaio non segue una tariffa nazionale: il notaio deve darti in anticipo un preventivo scritto, come richiede l’articolo 9 del D.L. 1/2012 per le professioni regolamentate. Aggiungi il rilievo tecnico, eventuali correzioni catastali e i lavori. Un edificio degradato pone anche la questione dell’attestato energetico: gli edifici dichiarati inagibili o ruderi sono esclusi dalle regole sull’attestato, ma una casa ristrutturata ne avrà bisogno quando la venderai. Vedi la guida all’APE.

I costi di ristrutturazione possono essere in parte compensati dalla detrazione per i lavori edilizi. Per le spese del 2025 e del 2026 è del 36% (50% per l’abitazione principale) fino a 96.000 € per unità immobiliare, e scende al 30% (36% per l’abitazione principale) per il 2027. Il Superbonus è finito, e lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili in generale, salvo un’eccezione per alcune zone terremotate nel 2026. Approfondisci nella guida al bonus ristrutturazione.

I controlli che contano più del prezzo

Un prezzo simbolico è attraente proprio perché l’edificio può avere dei problemi. Prima di impegnarti, chiedi al notaio e a un tecnico di verificare la catena dei titoli di proprietà, eventuali ipoteche o pignoramenti, i dati e le planimetrie catastali, e se l’edificio ha una storia urbanistica regolare. La legge italiana rende nullo l’atto relativo a un edificio iniziato dopo il 17 marzo 1985 se non riporta gli estremi del titolo edilizio (articolo 46 del DPR 380/2001), e l’atto deve contenere la dichiarazione che i dati catastali e le planimetrie corrispondono allo stato di fatto (articolo 29 della legge 52/1985). Un’altra trappola sono i comproprietari: in un edificio con più eredi, ogni comproprietario deve consentire alla vendita dell’intero. Vedi le verifiche sull’immobile e la conformità urbanistica.

Quali professionisti consultare

Il notaio si occupa dell’atto e dei controlli di legalità. Un geometra o un architetto dovrebbe ispezionare l’edificio e stimare i lavori prima che tu firmi, perché la garanzia e le scadenze rendono costosa una stima sbagliata. L’ufficio tecnico del Comune è il contatto giusto per l’iter del titolo edilizio e per le regole del progetto.

Domande frequenti

Una casa a 1 euro si vende davvero a 1 €?

Il prezzo del contratto può essere simbolico, ma imposte, notaio, spese di regolarizzazione e ristrutturazione sono a carico dell’acquirente. Con le condizioni di Cantiano l’acquirente rimborsa anche le imposte sull’immobile pagate dal venditore nel periodo in cui la casa era in offerta.

Uno straniero può partecipare?

Gli avvisi consultati pongono condizioni sugli impegni dell’acquirente, non sulla cittadinanza, ma ogni Comune scrive le proprie regole. Leggi l’avviso in vigore e chiedi all’ufficio tecnico.

Devo abitare nella casa?

Non in tutti i progetti. La residenza conta se vuoi le agevolazioni prima casa, che richiedono la residenza o il lavoro nel Comune, e alcuni avvisi locali aggiungono impegni propri.

Cosa succede se non finisco i lavori?

Dipende dall’avviso. Le condizioni consultate prevedono una fideiussione a favore del Comune e scadenze fisse, quindi la conseguenza è scritta nell’avviso e nel contratto di vendita che firmi.

Le offerte sono ancora aperte?

Cambiano di continuo. La pagina di Cantiano mostra diversi immobili già segnati come assegnati: controlla la pagina ufficiale del Comune e l’albo pretorio per i bandi aperti.

Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Fonti

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