In breve
Le agevolazioni « prima casa » riducono le imposte sull’acquisto di un’abitazione in Italia: imposta di registro al 2% invece del 9% quando il venditore è un privato o un’impresa in esenzione IVA, oppure IVA al 4% invece del 10% quando vende un’impresa costruttrice con IVA. Non sono riservate a chi compra per la prima volta né ai cittadini italiani: dipendono dal tipo di abitazione, da dove si trova e da cosa possiedi già. L’agevolazione si ottiene con una dichiarazione nell’atto e può essere revocata con una sanzione del 30%.
Quanto risparmi
L’Agenzia delle Entrate mette a confronto le due coppie di aliquote. Calcolo su un acquisto da 250.000 €:
| Ordinaria | Con « prima casa » | |
|---|---|---|
| Venditore privato: imposta di registro | 9% = 22.500 € | 2% = 5.000 € |
| Più imposta ipotecaria e catastale | 100 € | 100 € |
| Impresa costruttrice con IVA: IVA | 10% = 25.000 € | 4% = 10.000 € |
| Più registro, ipotecaria, catastale | 600 € | 600 € |
Con questi numeri l’agevolazione fa risparmiare 17.500 € su un acquisto da privato e 15.000 € su un acquisto con IVA. Sono calcoli con le aliquote ufficiali, non preventivi, e non comprendono l’onorario del notaio. L’agevolazione si applica anche alle imposte su una pertinenza per ciascuna categoria C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), purché sia al servizio dell’abitazione principale, a sua volta acquistata con l’agevolazione.
Condizione 1: il tipo di abitazione
Rientrano solo le abitazioni nelle categorie catastali da A/2 ad A/7 e A/11. L’Agenzia le elenca: A/2 (abitazioni di tipo civile), A/3 (di tipo economico), A/4 (di tipo popolare), A/5 (di tipo ultrapopolare), A/6 (di tipo rurale), A/7 (villini) e A/11 (abitazioni tipiche dei luoghi). Sono escluse le categorie A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici). La categoria è indicata nella visura catastale, quindi controllala prima di fare una proposta (vedi rendita catastale e valore catastale).
Condizione 2: il Comune
La nota II-bis della Tariffa (DPR 131/1986) richiede che l’abitazione si trovi nel Comune in cui hai la residenza, o in cui la stabilirai entro 18 mesi dall’acquisto. Devi dichiarare questa intenzione nell’atto, a pena di decadenza. Sono ammesse due alternative: il Comune in cui lavori, che secondo l’Agenzia comprende anche attività non retribuite come lo studio o il volontariato; oppure, per chi si è trasferito all’estero per lavoro dopo aver vissuto o lavorato in Italia per almeno cinque anni, il Comune di nascita o quello in cui aveva la residenza o svolgeva l’attività. I cinque anni non devono essere continuativi, e la circolare 3/2024 precisa che la situazione di lavoro all’estero deve sussistere al momento dell’acquisto. Il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia è esonerato dal requisito della residenza.
Il criterio è il Comune, non la Regione. Per un acquirente straniero, residenza significa iscrizione all’anagrafe del Comune; l’Agenzia precisa che il trasferimento conta dalla data in cui presenti la dichiarazione di trasferimento. Vedi prima casa per gli acquirenti stranieri per gli aspetti che riguardano gli stranieri.
Condizione 3: cosa possiedi già
Nell’atto il compratore dichiara di non possedere, da solo o con il coniuge, un’altra abitazione nello stesso Comune, e di non possedere in tutta Italia un’altra abitazione acquistata con l’agevolazione. Dal 1° gennaio 2016 il secondo punto ha un’eccezione: puoi possedere già una casa acquistata con l’agevolazione se la vendi entro un termine stabilito, che dal 1° gennaio 2025 è di due anni (legge 207/2024, art. 1, comma 116). Ne parla la guida vendere dopo aver comprato. Secondo l’Agenzia, un’abitazione posseduta nello stesso Comune, acquistata senza agevolazione, impedisce il beneficio anche se ti impegni a venderla.
Come si richiede
L’agevolazione non è automatica e l’ufficio non la applica di sua iniziativa. Il compratore dichiara nell’atto che ricorrono le condizioni, e il notaio applica l’aliquota ridotta. La dichiarazione può essere resa anche in un successivo atto integrativo. Per le vendite con IVA, la nota II-bis consente di rendere le dichiarazioni anche nel contratto preliminare, oltre che nell’atto.
Come si perde l’agevolazione
L’Agenzia e la nota II-bis elencano i casi. Paghi le imposte ordinarie, gli interessi e una sanzione del 30% se:
- una dichiarazione resa nell’atto era falsa;
- vendi o doni l’abitazione prima di cinque anni, salvo che entro un anno ne acquisti un’altra da adibire ad abitazione principale;
- non trasferisci la residenza nel Comune entro 18 mesi;
- non vendi entro due anni l’abitazione che già possedevi, se avevi preso quell’impegno.
L’Agenzia indica come ridurre la sanzione: chiedere all’ufficio territoriale la riliquidazione dell’imposta prima della scadenza dei 18 mesi evita la sanzione, mentre una richiesta tardiva può ancora usare il ravvedimento operoso se non è stato notificato alcun avviso di accertamento.
Quanto costa
Richiedere l’agevolazione non costa nulla, ma viene controllata dopo l’acquisto e il risparmio può essere revocato. Il calcolatore dei costi di acquisto mostra la cifra con e senza l’agevolazione.
Quale professionista consultare
Il notaio riceve le tue dichiarazioni e applica l’aliquota, quindi informalo di ogni immobile che possiedi in Italia. Per un caso limite, come una comproprietà o un trasferimento in Italia non ancora avvenuto, un consulente fiscale può valutare la tua situazione alla luce della nota II-bis.
Domande frequenti
La « prima casa » è solo per chi compra per la prima volta?
No. Le condizioni riguardano dove si trova la casa e cosa possiedi, non se hai già posseduto immobili in passato. Una casa posseduta altrove in Italia, acquistata senza l’agevolazione, non la impedisce a meno che non si trovi nello stesso Comune.
Devo essere residente quando firmo?
Non necessariamente. Puoi dichiarare nell’atto che trasferirai la residenza nel Comune entro 18 mesi.
Una casa vacanze rientra?
Solo se diventerà la tua residenza, o se lavori in quel Comune. Altrimenti si applicano le aliquote ordinarie; vedi comprare una seconda casa.
E se non riesco a trasferirmi in tempo?
Se i 18 mesi non sono ancora trascorsi, l’Agenzia dice che puoi revocare la dichiarazione e chiedere la riliquidazione dell’imposta con gli interessi ma senza la sanzione del 30%.
L’agevolazione vale anche per il mutuo?
Il mutuo ha una propria agevolazione: l’imposta sostitutiva è dello 0,25% per un mutuo « prima casa » e del 2% negli altri casi. Vedi l’imposta sostitutiva sul mutuo.
Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.
Altre guide: imposte d'acquisto
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- Comprare prima di vendere: la regola dei due anni per la prima casa
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- Quanto costa comprare casa in Italia: cosa fissa la legge
Fonti
- Agenzia delle Entrate, L'acquisto con i benefici prima casa (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, Agevolazione acquisto prima casa (scheda, aggiornata al 29 maggio 2026) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, L'acquisto di una casa: le imposte (consultata il 19 ottobre 2026)
- DPR 131/1986, Tariffa Parte I, art. 1, nota II-bis (testo in vigore dal 1° gen. 2025 al 31 dic. 2026), Normattiva (consultata il 19 ottobre 2026)