In breve
Se possiedi già una casa acquistata con le agevolazioni « prima casa » e vuoi comprarne un’altra con l’agevolazione, devi vendere la vecchia casa entro due anni dal nuovo acquisto. È la regola per gli atti dal 1° gennaio 2025 (legge 207/2024, art. 1, comma 116); prima il termine era di un anno. Se vendi la casa agevolata e ne compri un’altra entro un anno, hai anche diritto a un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’IVA pagata sul primo acquisto. Vendere entro cinque anni dall’acquisto agevolato è una trappola a parte.
Tre scadenze diverse
Tre termini si confondono facilmente. L’Agenzia delle Entrate li tratta separatamente:
| Scadenza | Durata | Quando si applica |
|---|---|---|
| Vendere la vecchia casa | 2 anni dal nuovo atto | Compri con la « prima casa » mentre possiedi un’altra casa acquistata con l’agevolazione |
| Credito per il riacquisto | 1 anno dalla vendita | Vendi una casa agevolata e ne compri un’altra con l’agevolazione |
| Vendita anticipata | 5 anni dall’acquisto | Vendi o doni una casa agevolata e vuoi evitare di perdere l’agevolazione |
Ogni scadenza parte da un evento diverso, quindi annota le tre date quando firmi.
Comprare prima, vendere dopo
La nota II-bis della Tariffa (comma 4-bis) consente l’aliquota del 2% anche se non rispetti la condizione di non possedere un’altra casa agevolata, purché la casa precedente sia venduta entro due anni dal nuovo atto. Il nuovo atto deve contenere l’impegno a vendere. Se non vendi, perdi l’agevolazione sul nuovo acquisto: paghi le imposte ordinarie, gli interessi e una sanzione del 30%.
Per i proprietari stranieri contano due precisazioni dell’Agenzia. Primo, una casa che possiedi già nello stesso Comune, acquistata senza agevolazione, impedisce l’agevolazione sulla nuova casa anche se ti impegni a venderla: va venduta prima di comprare. Una casa acquistata senza agevolazione in un altro Comune non la impedisce e non deve essere venduta. Secondo, la proroga vale anche quando la nuova casa arriva per donazione o successione.
Se ti accorgi che non riuscirai a vendere in tempo, l’Agenzia descrive un’istanza da presentare all’ufficio presso cui è stato registrato l’atto, entro due anni dal nuovo acquisto, in cui dichiari di non poter vendere e chiedi la riliquidazione dell’imposta con gli interessi. Se hai omesso l’impegno nell’atto, puoi ridurre la sanzione con il ravvedimento operoso.
Vendere prima, comprare dopo: il credito d’imposta
Chi vende una casa acquistata con l’agevolazione e, entro un anno, ne compra un’altra che ha i requisiti per l’agevolazione, ha un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’IVA pagata sul primo acquisto. Il credito non può superare l’imposta dovuta sul secondo acquisto. L’Agenzia elenca quattro modi per usarlo: in diminuzione dell’imposta di registro sul nuovo atto (l’atto deve dirlo e riportare gli estremi del primo acquisto), in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, di successione e donazione sugli atti presentati successivamente, in diminuzione dell’IRPEF nella dichiarazione successiva, oppure in compensazione con il modello F24 (codice tributo 6602). La parte che supera l’imposta dovuta sul secondo acquisto non è rimborsata.
Calcolo con gli importi di esempio dell’Agenzia: una casa acquistata con la « prima casa » a 200.000 € ha scontato un’imposta di registro del 2% = 4.000 € (l’esempio dell’Agenzia). Se un anno dopo compri un’altra casa agevolabile a 300.000 €, la nuova imposta di registro è il 2% = 6.000 €. Il credito è pari ai 4.000 € pagati, quindi restano da pagare 2.000 €. Se la seconda casa costasse 150.000 €, la sua imposta di registro sarebbe il 2% = 3.000 €, e il credito utilizzabile su quell’atto si fermerebbe a 3.000 €. Sono calcoli, non una consulenza fiscale.
L’Agenzia aggiunge che il credito spetta anche quando la nuova casa è acquistata prima di vendere la vecchia, come nella circolare 12/E dell’8 aprile 2016, e che il termine più lungo di due anni non lo impedisce, purché la vecchia casa sia venduta entro due anni (risposta 197/2025).
Il credito non spetta se:
- l’agevolazione è decaduta sul primo acquisto;
- la prima casa è stata acquistata con l’aliquota ordinaria;
- la nuova casa non ha i requisiti; oppure
- la casa venduta non è stata sostituita con un acquisto a titolo oneroso ma, per esempio, con una donazione.
La trappola dei cinque anni
Se vendi o doni una casa agevolata prima di cinque anni, perdi l’agevolazione, e l’imposta risparmiata torna da pagare con gli interessi e una sanzione del 30%, salvo che entro un anno tu compri un’altra casa da adibire ad abitazione principale. L’Agenzia sottolinea che il solo contratto preliminare non basta, perché non trasferisce la proprietà. L’agevolazione si conserva anche se entro l’anno compri una casa all’estero (solo dove gli strumenti di cooperazione amministrativa consentono di verificarne l’uso come dimora abituale), o costruisci su un terreno che acquisti o possiedi già, purché il fabbricato arrivi almeno allo stadio di muri e copertura.
Se decidi di non ricomprare, comunicalo all’ufficio di registrazione prima della fine dell’anno: secondo l’Agenzia, l’imposta può allora essere riliquidata con gli interessi ma senza sanzione.
Cosa cambia da luogo a luogo
Le regole dei due anni, di un anno e dei cinque anni sono nazionali. Ciò che dipende dal luogo è il criterio del Comune: la vecchia e la nuova casa si confrontano per Comune, e anche la condizione di residenza è per Comune. Vedi agevolazioni prima casa.
Quanto costa
Una scadenza mancata costa l’intera agevolazione più il 30%. Su un acquisto da privato da 300.000 €, l’imposta ordinaria è il 9% = 27.000 € contro 6.000 € al 2%, quindi la differenza in gioco è di 21.000 €, prima di sanzione e interessi (calcolo con le aliquote ufficiali).
Quali professionisti consultare
Il notaio inserisce l’impegno a vendere nel nuovo atto e vi indica il credito. Un agente immobiliare può consigliarti sui tempi di una vendita, e un commercialista può gestire il credito nella tua dichiarazione.
Domande frequenti
Il termine per vendere è di un anno o di due?
Due anni per gli atti di acquisto dal 1° gennaio 2025. Il termine di un anno vale per il credito da riacquisto e per l’eccezione dei cinque anni.
Devo vendere prima?
No, se la vecchia casa è in un altro Comune o se ti impegni a venderla entro due anni. Devi vendere prima se la vecchia casa è nello stesso Comune ed è stata acquistata senza agevolazione.
Un contratto preliminare vale come riacquisto?
No. L’Agenzia dice che il contratto preliminare non trasferisce la proprietà, quindi non soddisfa il riacquisto entro un anno.
Il credito può essere rimborsato?
No. La parte che supera l’imposta dovuta sul secondo acquisto non è rimborsata.
Perdo l’agevolazione se vendo dopo tre anni?
Solo se non compri un’altra abitazione principale entro un anno dalla vendita, o non usi un’altra delle vie consentite.
Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.
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Fonti
- Agenzia delle Entrate, L'acquisto con i benefici prima casa (casa già posseduta, credito d'imposta, decadenza) (consultata il 19 ottobre 2026)
- DPR 131/1986, Tariffa Parte I, art. 1, nota II-bis commi 4 e 4-bis (testo in vigore dal 1° gen. 2025 al 31 dic. 2026), Normattiva (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, Agevolazione acquisto prima casa (scheda, aggiornata al 29 maggio 2026) (consultata il 19 ottobre 2026)