Guida · Imposte d'acquisto

Prezzo-valore: tassare la casa sul valore catastale

Come il prezzo-valore permette di pagare l'imposta di registro sulla rendita catastale x 1,05 x 120 (110 con la prima casa), chi può usarlo e i suoi limiti.

In breve

Il prezzo-valore permette a certi acquirenti di una casa di essere tassati sul valore catastale dell’immobile invece che sul prezzo pagato. La base imponibile è la rendita catastale moltiplicata per 1,05 e per 120, oppure per 110 con le agevolazioni prima casa. Vale solo per le vendite senza IVA a una persona fisica che compra un’abitazione, e solo se l’acquirente lo chiede nell’atto. Secondo l’Agenzia delle Entrate, anche l’onorario del notaio è ridotto del 30%.

La formula

L’Agenzia delle Entrate indica due formule, una per ciascun regime:

  • Acquisto ordinario: valore catastale = rendita catastale × 1,05 × 120.
  • Acquisto prima casa: valore catastale = rendita catastale × 1,05 × 110.

L’aliquota dell’imposta di registro (9% o 2%) si applica poi a quel valore, non al prezzo. L’1,05 è la rivalutazione del 5% della rendita catastale. La rendita è il dato che compare nella visura catastale dell’immobile: chiedi la visura prima di fidarti di qualsiasi stima (vedi rendita catastale e valore catastale e visure catastali).

L’esempio dell’Agenzia

L’esempio dell’Agenzia usa una rendita catastale di 900 € e un prezzo di 200.000 €:

Aliquota ordinariaCon prima casa
Base imponibile con il prezzo-valore900 × 1,05 × 120 = 113.400 €900 × 1,05 × 110 = 103.950 €
Imposta di registro9% = 10.206 €2% = 2.079 €
Imposta calcolata invece sul prezzo9% di 200.000 € = 18.000 €2% di 200.000 € = 4.000 €

In quell’esempio la differenza è di 7.794 € con l’aliquota ordinaria e di 1.921 € con la prima casa. Le cifre sono quelle dell’esempio; la tua rendita catastale sarà diversa. La regola è una formula: una rendita bassa dà una base bassa.

Chi può usarlo

L’Agenzia pone quattro condizioni, che devono ricorrere tutte:

  1. La vendita è soggetta a imposta di registro proporzionale, quindi una vendita con IVA è esclusa.
  2. L’acquirente è una persona fisica che non agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali. Un professionista che compra uno studio non può usarlo.
  3. L’immobile è un’abitazione (con le relative pertinenze). Funziona con o senza le agevolazioni prima casa.
  4. L’acquirente lo chiede espressamente al notaio, nell’atto di acquisto. La richiesta non può essere contenuta in un atto integrativo successivo.

La regola copre quindi le vendite tra privati, le vendite a persone fisiche da parte di venditori non soggetti a IVA (associazioni, fondazioni) e le vendite a persone fisiche da parte di società che vendono in esenzione IVA. Si estende alla nuda proprietà e all’usufrutto, e agli acquisti in sede di espropriazione forzata o di pubblico incanto, sempre solo per abitazioni e pertinenze. Per le pertinenze, l’Agenzia richiede una rendita catastale propria, un chiaro vincolo di accessorietà con l’abitazione e l’indicazione di tale vincolo nell’atto.

Devi comunque dichiarare il prezzo reale

Il prezzo-valore cambia la base imponibile, non il prezzo scritto. Le parti devono indicare nell’atto il prezzo pattuito. Se il prezzo è occultato, anche in parte, le imposte si calcolano su quanto effettivamente pattuito e si aggiunge una sanzione dal 50% al 100% della differenza tra l’imposta dovuta e quella già applicata. Se l’atto indica un valore catastale inferiore a quello che risulta dalla formula di legge, la regola non viene meno: l’Agenzia chiede la maggiore imposta che deriva dal valore corretto.

Cos’altro ci guadagni

Due vantaggi, sempre secondo l’Agenzia:

  • Limiti ai controlli sul valore. L’Agenzia non può fare un accertamento di valore ai fini dell’imposta di registro, salvo il caso di occultamento del prezzo, e le regole sull’accertamento delle imposte sui redditi basato su semplici presunzioni non si applicano a chi usa la regola.
  • Una riduzione del 30% degli onorari notarili. La riduzione è una percentuale dell’onorario, non un importo, e la legge italiana non fissa una tariffa notarile (il notaio deve darti in anticipo un preventivo scritto in base al D.L. 1/2012). Chiedi al tuo notaio a quanto corrisponde la riduzione sul preventivo.

Le dichiarazioni che lo accompagnano

In ogni vendita immobiliare, anche con IVA, l’atto deve contenere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sulle modalità di pagamento del prezzo, sull’eventuale intervento di un mediatore (con i suoi dati identificativi e di iscrizione) e sulla provvigione del mediatore e le modalità con cui è stata pagata. L’Agenzia indica una sanzione da 500 € a 10.000 € per una dichiarazione omessa, incompleta o non veritiera, e precisa che in quel caso la vendita può essere sottoposta ad accertamento di valore anche se l’acquirente ha chiesto la tassazione catastale. L’atto deve inoltre riportare i dati catastali e le planimetrie depositate, con la dichiarazione che la casa vi corrisponde, a pena di nullità. Per questo una difformità tra l’immobile e la planimetria catastale va sistemata prima del rogito.

Perché conta per gli acquirenti stranieri

Chi si basa sul prezzo di un annuncio può aspettarsi un’imposta del 9% o del 2% di quel prezzo. Con il prezzo-valore il conto può essere molto più basso, ma solo se lo chiedi al notaio al momento giusto. Parlane quando dai l’incarico al notaio, e prima di firmare il contratto preliminare. Vedi l’imposta di registro per il caso di base.

Quanto costa

La regola non costa nulla in più e abbassa l’imposta. Non tocca le imposte ipotecaria e catastale di 50 €, che sono fisse. Il calcolatore dei costi di acquisto lavora sul prezzo; per il prezzo-valore devi sostituire tu il valore catastale.

Quali professionisti consultare

Il notaio applica la regola nell’atto. Un geometra può verificare, prima che tu firmi, che la visura e le planimetrie catastali corrispondano alla casa reale.

Domande frequenti

Posso usarlo se compro da un costruttore con IVA?

No. La regola vale solo per le vendite soggette a imposta di registro proporzionale. Una vendita con IVA paga l’imposta di registro in misura fissa e l’IVA sul prezzo.

Devo comunque pagare il prezzo reale?

Sì. Il prezzo va dichiarato nell’atto, e il risparmio d’imposta viene dalla base imponibile, non da un prezzo più basso.

Posso chiederlo dopo il rogito?

No. L’Agenzia precisa che la richiesta deve essere nell’atto di acquisto, non in un atto integrativo successivo.

Funziona con le agevolazioni prima casa?

Sì, con il moltiplicatore 110 invece di 120.

Vale anche per una seconda casa?

Sì, se l’acquirente è una persona fisica e la vendita è senza IVA. Senza prima casa si applica il moltiplicatore ordinario 120.

Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Fonti

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