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Vendere casa in Italia: passaggi, obblighi e imposte

Come si svolge la vendita di una casa, dal prezzo al rogito: gli obblighi di legge del venditore, chi paga le imposte, la plusvalenza e le verifiche del notaio.

In breve

Vendere casa in Italia è soprattutto una questione di documenti: di norma l’acquirente paga il notaio e le imposte sul trasferimento, mentre tu, che vendi, devi presentare un fascicolo in ordine e potresti dover pagare imposte sulla plusvalenza se vendi entro cinque anni dall’acquisto. I tuoi obblighi sono precisi: l’attestato di prestazione energetica, la dichiarazione che le planimetrie catastali corrispondono allo stato di fatto, gli estremi del titolo edilizio e la prova che l’eventuale mutuo sarà estinto. La vendita si conclude davanti al notaio, che controlla la provenienza, la situazione urbanistica e catastale e la tracciabilità di ogni pagamento.

I passaggi, visti dal venditore

  1. Prepara il fascicolo. Raccogli i documenti elencati nella guida ai documenti prima di pubblicare l’annuncio. La maggior parte dei ritardi il giorno del rogito nasce da una planimetria mancante, da un mutuo non ancora cancellato o da un titolo edilizio introvabile.
  2. Fai fare l’APE. Va mostrato agli acquirenti all’avvio delle trattative, e gli annunci devono riportare la classe e l’indice di prestazione energetica. Vedi la guida sull’APE.
  3. Fissa il prezzo. Usa le quotazioni OMI come prima forbice, poi una stima professionale o il confronto dell’agente.
  4. Scegli come vendere. Puoi vendere da solo o dare un incarico a un agente; vedi la provvigione dell’agenzia.
  5. Accetta una proposta e firma il preliminare. I passaggi dalla proposta alla caparra sono nella guida al processo d’acquisto, e gli stessi documenti vincolano anche te come venditore.
  6. Firma il rogito dal notaio. Il notaio versa le imposte di registro, ipotecaria e catastale per conto dell’acquirente, ricevendo da lui i fondi, e registra l’atto.

Cosa paga l’acquirente e cosa fai tu

La guida dell’Agenzia delle Entrate per chi compra spiega che le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono versate dal notaio al momento della registrazione dell’atto e le descrive come imposte dovute dall’acquirente: imposta di registro al 9% (2% con l’agevolazione prima casa, minimo 1.000 €) più 50 € ciascuna di imposta ipotecaria e catastale per un acquisto da un privato. Il Notariato aggiunge che la scelta del notaio spetta all’acquirente e che l’acquirente paga l’onorario, salvo diverso accordo con il venditore. La regola abituale è quindi che la vendita non ti genera una parcella del notaio né un’imposta di registro, anche se nel contratto potete accordarvi diversamente. Non risulta alcun onorario notarile fisso: la legge non lo stabilisce, e il notaio deve fornire un preventivo scritto.

I tuoi costi sono l’APE, l’eventuale tecnico che attesta la situazione catastale o urbanistica, la cancellazione dell’ipoteca se c’è un mutuo e la provvigione dell’agente se ti sei affidato a uno (chi la paga dipende dall’accordo e dagli usi locali).

Gli obblighi che possono bloccare il rogito

Prima della firma ci sono tre condizioni di legge:

  • APE. Se manca in una vendita, il proprietario rischia una sanzione da 3.000 € a 18.000 €, e l’atto deve contenere la dichiarazione dell’acquirente di averlo ricevuto.
  • Conformità catastale. L’articolo 29 della Legge 52/1985 richiede che l’atto faccia riferimento alle planimetrie depositate in catasto e contenga la dichiarazione degli intestatari che i dati catastali e le planimetrie sono conformi allo stato di fatto dell’unità. Un’attestazione di un tecnico può sostituire la dichiarazione. Senza, l’atto è nullo.
  • Estremi urbanistici. Per un edificio la cui costruzione è iniziata dopo il 17 marzo 1985, l’articolo 46 del DPR 380/2001 rende nullo l’atto se il venditore non dichiara gli estremi del permesso di costruire o del permesso in sanatoria.

Le verifiche giuridiche del notaio comprendono l’identità e la capacità delle parti (compreso il regime patrimoniale dei coniugi e, per gli stranieri, la capacità giuridica), ipoteche e pignoramenti, la situazione urbanistica e catastale, i diritti di prelazione e i vincoli sugli edifici tutelati. Da quando le norme europee hanno aggiunto altri controlli, il notaio verifica anche l’APE e la tracciabilità dei pagamenti e dell’eventuale provvigione pagata a un’agenzia. Paga con mezzi tracciabili e conserva le prove: la checklist del Notariato chiede al venditore copia dei mezzi di pagamento già ricevuti.

L’imposta sulla plusvalenza

La plusvalenza è il punto che i venditori trascurano più spesso. Il guadagno è tassabile se vendi un immobile acquistato o costruito da meno di cinque anni, ma non se lo hai ricevuto in eredità, né se è stato l’abitazione principale tua o dei tuoi familiari per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita. Puoi chiedere al notaio, al rogito, di applicare un’imposta sostitutiva del 26% invece di sommare la plusvalenza al tuo reddito. L’articolo 67 del TUIR, che fissa questa regola, è abrogato dal 1° gennaio 2027 dal D.Lgs. 117/2026, che riscrive la norma; Payotte non ha consultato il nuovo testo, quindi per una vendita successiva al 31 dicembre 2026 verifica la situazione con il notaio. Tutti i dettagli, con la regola sulle donazioni, in la plusvalenza sugli immobili. Se vivi all’estero, leggi anche vendere da proprietario non residente.

Se la casa è ereditata, i passaggi iniziano prima: vedi vendere un immobile ereditato.

Quali professionisti consultare

Il notaio è la figura chiave e può dirti in anticipo quali documenti servono nel tuo caso. Un geometra o un altro tecnico può controllare e, se serve, correggere le planimetrie e attestare la situazione urbanistica. Un agente immobiliare può promuovere l’immobile; deve essere iscritto al Registro Imprese come mediatore, e la provvigione si tratta, non è fissata per legge.

Domande frequenti

Chi paga il notaio quando vendo?

Di norma l’acquirente, secondo il Notariato, salvo diverso accordo tra le parti. Metti per iscritto la ripartizione nel contratto preliminare.

Pago imposte quando vendo la mia abitazione principale?

Una casa che è stata l’abitazione principale tua o dei tuoi familiari per la maggior parte del tempo dall’acquisto è esclusa dalla regola dei cinque anni sulla plusvalenza. Nel tuo caso possono valere altre imposte e condizioni, quindi chiedi al notaio.

Posso vendere se ho ancora un mutuo?

Sì, ma il notaio ha bisogno dei documenti per la cancellazione dell’ipoteca, oppure della prova del pagamento dell’ultima rata quando il prezzo pagato dall’acquirente copre il mutuo in essere. La checklist del Notariato li elenca.

Mi serve un agente?

Nessuna legge lo impone. Se ti affidi a uno, l’importo della provvigione si concorda e, per legge, l’agente può chiederla a ciascuna parte se l’affare è concluso grazie al suo intervento.

La vendita può saltare per documenti mancanti?

Una dichiarazione catastale o degli estremi del titolo edilizio mancante rende nullo l’atto, e una dichiarazione sull’APE mancante comporta una sanzione. Sistemali prima della data del rogito.

Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Fonti

Tutte le guide · Payotte Italia