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TARI: come funziona la tassa sui rifiuti per chi ha una casa

Chi paga la TARI, come si calcola su superficie e occupanti, quando si paga, le riduzioni per seconde case e case vuote e dove trovare le tariffe del tuo Comune.

In breve

La TARI (tassa sui rifiuti) finanzia la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani, ed è dovuta da chiunque possieda o detenga locali che possono produrre rifiuti, non solo da chi ci vive davvero. Per un’abitazione la bolletta ha una quota fissa legata alla superficie e una quota variabile legata al numero degli occupanti, e ogni Comune fissa le tariffe: non esiste una tariffa nazionale. Si paga in almeno due rate, e il Comune può ridurre la tassa per una seconda casa o per un’abitazione il cui detentore vive all’estero per più di sei mesi l’anno.

Chi paga e quando nasce la tassa

Il Dipartimento delle Finanze indica che il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte operative suscettibili di produrre rifiuti urbani. La tassa è in vigore dal 2014 in base alla legge 147/2013 e ha sostituito i precedenti prelievi sui rifiuti. Resta in vigore accanto all’IMU, mentre il terzo tributo che un tempo le accompagnava (la TASI) è stato abolito dal 2020.

Il criterio è la potenzialità di produrre rifiuti, non l’uso effettivo. Il Dipartimento ricorda che la Corte di Cassazione ha più volte affermato che un’abitazione lasciata vuota per scelta di chi la detiene resta tassabile. Secondo la giurisprudenza consolidata descritta dal Dipartimento, la presenza di arredi oppure di un solo allacciamento ai servizi basta a fondare una presunzione semplice di utilizzo, che il contribuente può superare con prova contraria. Per essere esclusi, i locali devono essere privi sia di arredi sia di utenze, oppure oggettivamente inutilizzabili. Il Comune può aggiungere nel proprio regolamento altri indicatori, se dimostrano davvero che l’immobile è utilizzato. Le parti comuni del condominio, come definite dall’articolo 1117 del Codice civile, sono escluse dalla tassa, salvo che siano detenute od occupate in via esclusiva da una sola persona (vedi regole del condominio).

Chi è tenuto a pagare: l’occupante, cioè chi utilizza i locali. Se un immobile è detenuto per non più di sei mesi, la tassa resta a carico del proprietario o del titolare di un diritto come l’usufrutto. Se più persone utilizzano gli stessi locali, sono tenute in solido al pagamento dell’unica obbligazione.

Come si compone la bolletta di un’abitazione

La tariffa è annuale e distingue tra utenze domestiche e non domestiche. Per un’utenza domestica:

  1. Quota fissa = superficie dell’abitazione più la superficie delle pertinenze, come un garage o una cantina, moltiplicata per una tariffa unitaria che dipende dal numero degli occupanti.
  2. Quota variabile = un importo che dipende dal numero degli occupanti e che non si moltiplica per i metri quadrati. Si somma alla quota fissa.

Il Dipartimento sottolinea che le pertinenze si tassano sommando la loro superficie a quella dell’abitazione, non con una bolletta separata. Le tariffe unitarie derivano da un metodo standard (DPR 158/1999), e dal 2020 il piano economico finanziario segue il metodo dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA). Il consiglio comunale approva le tariffe sulla base del piano predisposto dal gestore del servizio rifiuti, in modo da coprire l’intero costo del servizio.

Non posso darti un calcolo senza le tariffe unitarie del tuo Comune; le pagine nazionali forniscono solo la formula.

Riduzioni ed esenzioni

La legge impone alcune riduzioni: un taglio della quota variabile per i rifiuti speciali assimilati avviati al riciclo dalle imprese, una TARI dovuta in misura non superiore al 20% se il servizio non è svolto o è gravemente carente, e non superiore al 40% se nella zona non si effettua la raccolta (il Comune può graduarla in base alla distanza dal punto di raccolta più vicino).

I Comuni possono, con regolamento, concedere riduzioni o esenzioni per le situazioni che la legge considera a minore produzione di rifiuti. Quattro riguardano i proprietari di casa:

  • abitazioni con un unico occupante;
  • abitazioni e locali a uso stagionale;
  • abitazioni occupate da persone che risiedono o dimorano all’estero per più di sei mesi l’anno;
  • fabbricati rurali a uso abitativo, e famiglie che praticano il compostaggio domestico.

Poiché sono facoltative, se ne hai diritto dipende dal Comune. I Comuni possono anche prevedere altre riduzioni per motivi di politica sociale, finanziate con il bilancio generale. Se possiedi una casa stagionale o una seconda casa, chiedi al Comune se applica una di queste riduzioni e cosa devi dimostrare.

Scadenze e tariffe

I Comuni fissano le scadenze, di norma almeno due rate semestrali, e almeno una rata deve scadere dopo il 30 novembre, così che il saldo tenga conto delle delibere tariffarie pubblicate entro il 28 ottobre. Le delibere su tariffe e regolamento sono efficaci se approvate entro il 30 aprile dell’anno (la regola dal 2022, salvo che un decreto statale sposti il termine del bilancio) e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre.

Per trovare la tariffa del tuo Comune, usa la ricerca per Comune del Dipartimento delle Finanze, che copre anche gli atti TARI. Sono atti amministrativi, non una tabella, quindi prenditi il tempo di leggerli; l’ufficio tributi del Comune può confermarti gli importi. La pagina nazionale consultata non descrive la dichiarazione necessaria per aprire l’utenza quando diventi proprietario: chiedi all’ufficio tributi del Comune.

Quando compri o vendi

Chiedi al venditore le ultime bollette TARI e i dati dell’utenza, e concordate chi paga per l’anno del passaggio. Per il calendario dei costi di un acquisto vedi quanto costa comprare casa. Per l’altra imposta ricorrente vedi l’IMU.

Quanto costa

Le pagine nazionali non indicano alcun importo. La bolletta dipende dalla superficie, dal numero degli occupanti e dalle tariffe del tuo Comune, che devono coprire l’intero costo del servizio.

Quali professionisti consultare

L’ufficio tributi del Comune, o un commercialista, per le riduzioni e le dichiarazioni. Un geometra può verificare la superficie registrata per il tuo immobile se pensi che sia sbagliata.

Domande frequenti

Pago la TARI se l’appartamento è vuoto?

Di solito sì. Gli arredi o un solo allacciamento ai servizi bastano a presumere l’utilizzo; per essere escluso, l’appartamento non deve avere né gli uni né l’altro.

Paga l’inquilino o il proprietario?

Paga l’occupante. Se la detenzione dura non più di sei mesi, resta tenuto il proprietario o il titolare di un diritto.

La TARI è uguale ovunque?

No. Ogni Comune approva le proprie tariffe a partire dai costi del servizio rifiuti.

Una seconda casa può avere una riduzione?

Un Comune può ridurre la tassa per le abitazioni stagionali e per quelle detenute da chi vive all’estero per più di sei mesi l’anno, ma non è obbligato a farlo.

Quando si paga la TARI?

Lo stabilisce il Comune, di norma in almeno due rate, di cui una dopo il 30 novembre.

Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.

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Fonti

Tutte le guide · Payotte Italia