In breve
Il Superbonus, l’incentivo edilizio di cui tanto si è parlato, non esiste più per le nuove spese: l’Agenzia delle Entrate indica che si applica alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, nella misura del 110% fino al 2023, del 70% per il 2024 e del 65% per il 2025. Nel 2026 non si può avviare nulla con il Superbonus. Se ristrutturi adesso, si applicano invece le detrazioni ordinarie: 36% (50% per l’abitazione principale) per i pagamenti del 2026 con le regole su ristrutturazioni e risparmio energetico, che scendono al 30% (36%) nel 2027.
Cos’era il Superbonus
Il Superbonus era una detrazione fiscale temporanea introdotta dall’articolo 119 del decreto-legge 34/2020, il decreto «Rilancio». Premiava un elenco ristretto di interventi importanti che miglioravano il rendimento energetico o la sicurezza sismica di un edificio. A differenza delle detrazioni ordinarie, l’aliquota di punta superava il 100% della spesa. La pagina dell’Agenzia «chi può usufruirne e in quale misura» riporta il calendario definitivo:
| Spese sostenute | Aliquota |
|---|---|
| Entro il 31 dicembre 2023 | 110% |
| Nel 2024 | 70% |
| Nel 2025 | 65% |
Dal 1° gennaio 2022 la detrazione si ripartisce tra gli aventi diritto in quattro quote annuali di pari importo, quindi un edificio può mostrare detrazioni Superbonus nelle dichiarazioni dei redditi per qualche anno dopo la fine dei lavori.
Chi poteva usarlo
Per le spese fino al 31 dicembre 2025 l’Agenzia elenca tre gruppi: i condomìni; le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, per interventi su edifici composti da due a quattro unità distintamente accatastate (anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà tra più persone); e alcuni enti del terzo settore, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale. Le persone fisiche potevano usarlo anche su singole unità all’interno dello stesso condominio o edificio, e su edifici demoliti e ricostruiti. Gli istituti autonomi case popolari e le cooperative di abitazione avevano scadenze proprie, anteriori.
Nel 2022 l’aliquota del 110% per le persone fisiche aveva condizioni strette: valeva per le spese fino al 31 dicembre 2022 solo se al 30 settembre 2022 era stato realizzato il 30% dell’intervento complessivo. Condomìni e altri soggetti avevano regimi transitori diversi. Sono condizioni ormai superate, ma spiegano perché puoi trovare un edificio in cui i lavori si sono fermati a metà.
Le zone colpite dal sisma
L’Agenzia prevede una regola specifica per i Comuni colpiti da eventi sismici dal 1° aprile 2009 in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza: dove sono riconosciuti anche contributi statali per la ricostruzione, il Superbonus si applicava alle spese fino al 31 dicembre 2025, a condizione che l’edificio fosse stato dichiarato inagibile (danno accertato con la scheda ufficiale «AeDES» con esito B, C o E) e che il danno derivasse direttamente dal sisma. Quindi anche l’eccezione per il terremoto, come la descrivono le pagine consultate, si ferma alla stessa data.
Perché se ne sente ancora parlare
Tre motivi. Primo, il credito è stato ceduto e scontato in fattura su larga scala: l’Agenzia ricorda che dal 17 febbraio 2023 il decreto-legge 11/2023 ha in generale abolito lo sconto in fattura e la cessione del credito per le detrazioni edilizie ed energetiche, con deroghe transitorie. Secondo, una norma «salva spese» ha tutelato chi non aveva finito: se non è stato raggiunto il miglioramento di due classi energetiche richiesto, non deve restituire la detrazione per gli stati di avanzamento lavori completati entro il 31 dicembre 2023 per i quali aveva già scelto lo sconto o la cessione del credito. Terzo, esistono oggi immobili con lavori Superbonus a metà o finiti da poco, e chi compra eredita le questioni documentali.
Cosa si applica oggi alla tua ristrutturazione
Per i pagamenti effettuati nel 2026 le pagine dell’Agenzia indicano:
- Detrazione per le ristrutturazioni (articolo 16-bis del TUIR): 36%, o 50% per l’abitazione principale, su un massimo di 96.000 € per unità immobiliare, in dieci rate. Vedi il bonus ristrutturazione 2026.
- Detrazione per il risparmio energetico (ecobonus): lo stesso 36% o 50%, con esclusione delle caldaie alimentate solo da combustibili fossili. Vedi l’ecobonus.
- Detrazione per gli interventi antisismici (sismabonus): l’Agenzia indica che le condizioni in vigore nel 2025 sono prorogate al 2026. Vedi il sismabonus.
Poiché le vecchie aliquote del Superbonus non ci sono più, ogni offerta che promette lavori «gratis» o uno sconto che copre l’intero costo va verificata in base all’anno di pagamento e alla regola per cui, in generale, lo sconto in fattura non è più disponibile dal 17 febbraio 2023.
Se compri una casa con lavori Superbonus
Chiedi al venditore la documentazione: la comunicazione dei lavori (CILA) presentata, le asseverazioni dei tecnici, le prove dei pagamenti e le eventuali opzioni per lo sconto in fattura o la cessione del credito. Le pagine dell’Agenzia descrivono una tutela per i lavori non finiti (vedi sopra), ma non risolvono il tuo caso specifico: un tecnico e il notaio dovrebbero esaminare la documentazione prima che tu firmi. Non fidarti della descrizione di «lavori al 110%» di un annuncio di vendita.
Quanto costa
Non c’è più nulla da chiedere, quindi l’incentivo in sé non ha costi. Se compri un immobile interessato, metti in conto la revisione di lavori e documenti da parte di un tecnico; la legge non fissa un compenso per i tecnici e il preventivo scritto è obbligatorio (vedi geometra, architetto o ingegnere).
Quali professionisti consultare
Un tecnico può dirti cosa è stato effettivamente realizzato e asseverato (architetto, geometra), e il notaio verifica l’atto e le dichiarazioni che contiene. Un commercialista può verificare se le scelte del venditore o dei vicini sulle detrazioni ti riguardano.
Domande frequenti
Il Superbonus è ancora disponibile nel 2026?
No. L’Agenzia indica che si applica alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.
Qual è stata l’ultima aliquota del Superbonus?
Il 65% per le spese del 2025, dopo il 110% fino alla fine del 2023 e il 70% nel 2024.
Cosa lo ha sostituito?
Le detrazioni ordinarie per ristrutturazioni, risparmio energetico e interventi antisismici, oggi al 36% (50% per l’abitazione principale) per i pagamenti del 2026.
Posso ancora cedere un credito d’imposta per lavori edilizi?
In generale no, dal 17 febbraio 2023. L’Agenzia elenca eccezioni limitate, tra cui le zone terremotate per le spese del 2026.
Devo restituire qualcosa se i lavori non sono mai stati finiti?
L’Agenzia descrive una tutela per gli stati di avanzamento completati entro il 31 dicembre 2023 con l’opzione per lo sconto o la cessione, anche se il miglioramento di due classi non è stato raggiunto. Chiedi a un consulente fiscale per il tuo caso.
Informazioni generali tratte dalle fonti ufficiali citate e datate in questa pagina. Non è una consulenza legale, fiscale o finanziaria: per la tua situazione, rivolgiti a un professionista abilitato.
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Fonti
- Agenzia delle Entrate, Superbonus: chi può usufruirne e in quale misura (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, Ristrutturazioni edilizie: che cos'è (aggiornata al 29 luglio 2026) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, Agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie (area tematica) (consultata il 19 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, Risparmio energetico (area tematica) (consultata il 19 ottobre 2026)